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Umbria

 A SPASSO PER L’UMBRIA

Soffermarsi”: non c’è luogo migliore dell’Umbria per farlo. Piccola oasi incastonata nel centro Italia, conserva nel suo dna il valore dello “scorrere lento del tempo”; lontana dalla frenesia, ti avvolge con il suo verde abbraccio e ti parla di natura, cultura, storia e tradizioni.
di Franca Guerrieri

La sua geografia, i paesaggi mozzafiato, i suoi tesori medievali e rinascimentali, l’artigianato… tutto questo, da sempre, traccia i contorni di straordinarie rievocazioni storiche, festival e rinomate manifestazioni dal carattere più moderno. A completamento di questo connubio, una cucina schietta e genuina: legumi, selvaggina, paste fatte a mano, tartufo, formaggi, salumi, olio e vini di prestigio. Partiamo dall ’Appennino Umbro-Marchigiano che la percorre ad est, territorio aspro ed accattivante che alterna pareti prevalentemente in roccia calcarea a verdissimi pascoli, a praterie e a  boschi di faggi, aceri, carpini, lecci, castagni e querce. A tutela di questo grande patrimonio naturalistico c’è il Parco del Monte Cucco habitat naturale dell’aquila reale e del lupo, estesa area protetta ricca di grotte carsiche, acque limpide, sorgenti minerali. Si può praticare trekking, speleologia, volo a vela e sci da fondo.


La fascia prealpina è costellata di medi e piccoli comuni e di località di montagna che preservano le memorie storiche di questi luoghi.Qui sorgono Gualdo Tadino e la splendida Gubbio, città dei ceri. I ceri sono dei manufatti dalla struttura lignea che pesano quasi 300 chili e sono alti ben 4 metri; sono i protagonisti della tradizionale “Corsa dei Ceri di Gubbio” ed ogni anno a maggio vengono portati in spalla da squadre di ceraioli (portatori) lungo un percorso che va dal Palazzo dei Consoli alla Basilica di Sant’Ubaldo, in cima al Monte Ingino. Il tutto in corsa, fra la partecipazione fortemente sentita di tutta la comunità eugubina. Simpatica anche la curiosa usanza eugubina di compiere tre giri attorno alla Fontana del Bargello per ottenere la “Patente da Matto”.Consigliata a chi non soffre di vertigini, la funivia di Colle Eletto che regala una splendida vista sulla città ed i monti circostanti.


Restando sempre in zona montana, ci spostiamo nel Parco di Colfiorito con la sua palude e la sua caratteristica flora delle zone umide. Ideale per gli amanti del birdwatching, qui si possono avvistare tarabusi, aironi, beccaccini, chiurli e molte altre specie di uccello. Nelle vicinanze e più è più precisamente vicino all’abitato di Colfiorito, sorge la chiesa in pietra di Santa Maria di Plestia, struttura in stile proto-romanico che incorpora i resti di un’antica cattedrale. In riferimento ai prodotti tipici del luogo citiamo: la cicerchia, le lenticchia e la tipica patata rossa di Colfiorito. Concedendoci una puntatina a Rasiglia – che dista 10 minuti da Colfiorito, quel che vi attende sono poche sparute case fra le quali si snodano gorgheggianti ruscelli che, con i loro salti, percorrono da cima a fondo la minuscola frazione; scorrendo fra le abitazioni e sotto i ponti, l’acqua crea un sensazionale gioco di specchi, ora placidi e ora rumorosi. Salutata la “piccola Venezia dell’Umbria”, incontriamo poi le acque del Menotre e del Vigi, nella cui valle sorge Sellano le cui spoglie del Patrono – il Beato Jolo – sono custodite in loco. 

Le massime altezze dell’Appennino Umbro Marchigiano le realizza il Monte Vettore con 2476 mt.  Il versante umbro domina la Piana Grande di Castelluccio, famosa per la coltivazione della lenticchia e per la sua splendida fioritura che, in estate, dona agli avventori un’esplosione di colori unica che spazia dalle sfumature del rosso al giallo, fino al blu-violaceo. Artefici di tanta bellezza: papaveri, genzianelle, violette, ranuncoli, acetoselle ed altro. Queste zone sono ancora pervase da una forte nota di spiritualità, sono i luoghi di San Benedetto e Santa Rita… con tutto il loro suggestivo seguito di basiliche, monasteri, abbazie e santuari tutti da scoprire.

E dopo aver rifocillato lo spirito, pensiamo al corpo. Come premesso, uno dei vanti umbri è la “norcineria” che raggiunge la sua “massima espressione” fra Preci e Norcia. Il norcino, già in tempi antichi, era l’addetto alla macellazione, alla lavorazione e alla trasformazione delle carni di maiale. Gli abitanti di Norcia che dominavano quest’arte erano sovente chiamati in più parti d’Italia quali “specialisti” eccelsi in tale mansione. Quest’importante eredità storica – il “sapere ed i sapori” tramandati nei millenni – possono ancora oggi essere riscoperti nel prosciutto di Norcia (IGP dal 1988) e nella vastissima varietà di insaccati umbri… accompagnati magari dal farro, dalle lenticchie, dal tartufo nero e dallo zafferano di Cascia.

L’interessante offerta della Valnerina si amplia poi con  il trekking, la mountainbike, le passeggiate a cavallo o  a dorso dei muli e il rafting sul fiume Nera: esperienza divertentissima con percorsi differenziati adatti anche alle famiglie.

Proseguendo verso Terni, città di S.Valentino, imperdibile è la Cascata delle Marmore (165 mt);  la scelta dei diversi sentieri possibili vi consentirà di ammirare i tre imponenti salti dalla visuale che riterrete più opportuna… così da inebriarvi della vivacità e della potenza delle acque in caduta libera.  Le grotte sapranno avvolgervi nel loro ventre e godrete della lussureggiante vegetazione circostante. A pochi chilometri dalla Cascata delle Marmore c’è il Parco Avventura Nahar di Rosciano con funi, ponti tibetani e passerelle teleferiche che vi attendono fra alberi secolari. Per i bambini ed i ragazzi più curiosi il parco offre anche una fattoria didattica, un luogo pedagogico per esplorare ed arricchire il proprio bagaglio di esperienze.

Da Terni, spostandoci verso est, ci si imbatte nell’incantevole Narni. Il suo piccolo centro storico è uno scorcio sul medioevo, un susseguirsi di botteghe, viuzze e scalinate su cui domina la massiccia Rocca di Albornoz, al cui interno troverete il Parco Tematico Medievale. Poco più su vi attendono invece le mura poligonali di Amelia.

Superata la parte montuosa, ci ritroviamo nel territorio collinare che ricopre il 70% della regione. In effetti, incontrare l’Umbria, significa “attraversare”… perdersi con lo sguardo fra le curve rassicuranti delle sue colline – ora adornate, come belle signore nei loro gioielli da allegri ed ordinati filari di vite – ed ora rivestite da ulivi nodosi e contorti: custodi del frutto prezioso da cui nasce il cosiddetto “oro verde” di questa regione.

Vini prestigiosi (Torgiano, Grechetto, Trebbiano, Sangiovese, Sagrantino…) ed olio di qualità superlativa –  ricavato da varietà quali  Moraiolo, Leccino, Frantoio, Agogia e S.Felice – sono il filo d’unione, la costante di ogni angolo di questa terra, solida base della sua identità.

Così, viaggiando sulla “via dell’olio” dei Colli Amerini – che si intreccia con la strada del vino Etrusco-Romana –  raggiungiamo Orvieto, adagiata su una suggestiva rupe in tufo, ed il suo splendido Duomo: la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, capolavoro assoluto di arte gotica.

Sopra ad Orvieto, in direzione di Città della Pieve, ci addentriamo fra i Colli del Trasimeno. Anche  la zona lacustre eccelle nella produzione di vino ed olio e qui vigne ed uliveti si sommano a pioppi, salici, giunchi, arbusti e a piante erbacee che crescono più in prossimità delle acque del Trasimeno. Il lago da la possibilità di praticare vela, windsurf e kitesurf o di concedersi un giro in barca (o con traghetto di linea) per raggiungere l’Isola Maggiore o la Polvese.

Nei pressi di Magione, il Museo della Pesca di San Feliciano, racconta il rapporto tra l’uomo ed il lago nel corso della storia con un’affascinante raccolta etno-antropologica sulla cultura dell’acqua intorno al Trasimeno.

Passeggiando nella medievale Passignano, ci si può concedere una puntatina al Castello di Magione o più semplicemente rilassarsi lungo il litorale… dove riecheggia, portato dal vento, il pianto della ninfa Agilla in cerca del suo principe Trasimeno che, leggenda narra, scomparve nelle acque del lago – vicino all’Isola Polvese –  il giorno successivo alle loro nozze. Agilla cercò il suo principe per tutta la vita. Gli autoctoni raccontano che, ancora oggi, quando si avverte il fruscio degli alberi o le onde muovono le barche quasi fino a rovesciarle, sia la Ninfa Agilla che piange e cerca il suo amato principe.

Dalle atmosfere lacustri puntiamo ora a Perugia, prima città dell’Umbria, in un ulteriore schiudersi di tesori e possibilità: la Fontana Maggiore, la Cattedrale di San Lorenzo, la Galleria Nazionale dell’Umbria, la Rocca Paolina, il Pozzo Etrusco; per gli amanti della buona musica, irrinunciabile – in luglio – è la “rassegna cult” di  Umbria Jazz… mentre per i più golosi, si rinnova in ottobre, l’appuntamento con Eurochocolate!

La parte più settentrionale dell’Umbria è quella interessata dalla Valtiberina o alto corso del fiume Tevere che – insieme al torrente Reggia – attraversa il comune di Umbertide. Simbolo di questa cittadina una rocca del ‘400 con la sua torre di ben 31 metri d’altezza.

Più in alto sorge Città di Castello che oltre ad avere una serie di interessanti beni storico-architettonici, vanta musei d’eccezione come la Pinacoteca e il Museo Burri, noto e riconosciuto artista e suo illustre cittadino. Rinomata è anche la considerazione per il suo squisito tartufo bianco.

 

Riscendendo nell’entroterra fra la dolce Valle Umbra e la Valle del Tevere, si innalzano le cime arrotondate dei Colli Martani, mentre – cesellate dal tempo e dall’erosione –  grotte, doline ed inghiottitoi giocano con le forme e con gli spazi, cedendo il passo a conturbanti boschi misti. Tutt’intorno, muovendosi in ogni direzione, è un dipanarsi di interessanti centri storici. Lungo il percorso del Tevere: la medievale Todi con la sua Piazza del Popolo; Deruta, riconosciuta in tutto il mondo, per la produzione artigianale delle sue pregevoli e caratteristiche ceramiche; Torgiano con i suoi musei dell’olio e del vino. Allungandoci verso est, sulla “Strada dei Vini del Cantico”, la sublime Assisi ci accoglie in tutto il suo splendore. Indissolubilmente legata al nome di San Francesco, è un luogo dove patrimonio artistico e culturale, religiosità e bellezza si fondono inesorabilmente… rendendo ogni pietra, angolo e paesaggio trasudanti di storia e misticità.


Assolutamente da vedere: la Basilica di San Francesco, la Rocca Maggiore, l’Eremo delle Carceri e la Porziuncola.  Ci troviamo, dunque, alle pendici del Monte Subasio, possiamo ora addentrarci nel suo parco, per camminare fra prati e lecceti e gustare la meravigliosa vista della vallata; un’ottima occasione per lanciarsi in volo con il parapendio o per misurarsi con importati pendenze in bicicletta e riscoprire così una natura incontaminata. Salendo, ad esempio, dal versante di Assisi per scendere da quello di Spello, la fatica sarà certamente ricompensata dal fascino di questo piccolo borgo in “pietra rosa del Subasio”, con le botteghe artigianali, i caratteristici scorci valorizzati da fioriere che regalano uno spettacolo sensazionale. A soli 8 chilometri da Spello c’è Foligno. Terza città umbra per densità di popolazione, Foligno si sviluppa interamente in pianura e può essere girata agevolmente sia a piedi che in bicicletta. 


Questa caratteristica la rende il sito ideale per appuntamenti annuali importanti come la “Festa della Scienza e Filosofia” e “I Primi d’Italia”.  Ma Foligno è soprattutto la città del palio “Giostra della Quintana”, una straordinaria rievocazione storica annuale che si svolge tra giugno e settembre. Per l’occasione, i cavalieri dei dieci rioni cittadini, gareggiano in sella ai loro destrieri in una corsa all’anello; un corteo in abiti seicenteschi dalle fogge splendide e raffinate sfila per le vie del centro storico e le taverne rionali offrono una vasta scelta di piatti tradizionali e carni alla brace. Nei dintorni, fra campagne e piccole alture, è un susseguirsi di tanti altri preziosi scrigni umbri: Bevagna, con il fascino delle botteghe dei mestieri medievali durante il Mercato delle Gaite (a giugno); Gualdo Cattaneo, Giano, Castel Ritaldi, Trevi e Campello sul Clitunno con le sue fonti. 


Siamo in piena Strada del Sagrantino, di cui Montefalco è patria indiscussa: una bomboniera affacciata sulla terrazza umbra che guarda fiera alle sinuosità delle sue prolifiche colline. Un territorio eletto alla viticoltura e all’olivicoltura che si estende fino alla superba Spoleto: qui, le architetture seducenti e di alto valore, sono la perfetta cornice per il rinomato “Festival dei Due Mondi”, kermesse di musica, arte, cultura e spettacolo di fama internazionale (tra giugno e luglio). Un’esperienza da vivere a 360 gradi, passando per la splendida Piazza del Duomo, per il Teatro Romano, per la Rocca e gli splendidi palazzi antichi… fino a raggiungere il Ponte delle Torri che, con un’imponenza di ben 82 metri, collega la Rocca Albornoziana a Monteluco. Benvenuti allora! L’Umbria vi attende… e voi cosa state aspettando?                   

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